Ecopneus: Riciclo, innovazione, informazione

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Ecopneus
27/07/2017

Dal 2011 ha recuperato e avviato al riciclo 1milione e 400mila tonnellate di Pneumatici Fuori Uso, l’equivalente in peso di 10 navi da crociera. Ecopneus è un esempio di quanto l’impegno quotidiano a migliorare le cose possa stupire.

Costituita nel 2011 dai sei principali produttori di pneumatici operanti in Italia, Ecopneus è una società senza scopo di lucro a cui hanno poi aderito nel tempo molte altre aziende di produzione e importazione di pneumatici. Oggi, rappresenta un sistema in grado di generare un valore economico di 63 milioni di euro/anno distribuito ad una filiera industriale di 100 imprese che contano 700 addetti

Risultati (e obiettivi) fuori dell’ordinario

Quando si mettono in moto energie positive, quello che può accadere è che si vada oltre gli obiettivi imposti. Ecopneus nacque nel 2011 per assolvere agli allora nuovi obblighi di legge in materia di recupero dei Pneumatici Fuori Uso, ma ha saputo fare di più. 

Oltre all’attività ordinaria, Ecopneus è riuscita a proporsi come agente di innovazione ed efficientamento all’interno del settore del recupero di pneumatici fuori uso (aggregando attorno a sé un numero sempre più ampio di operatori della filiera) e come attivo promotore di crescita culturale attraverso attività di informazione ed educazione ambientale rivolte a studenti, manifestazioni di responsabilità sociale (per es. prelievi in are aree archeologiche, o costruzione di impianti sportivi in aree svantaggiate), iniziative di formazione dedicate agli Enti di controllo e Forze dell’Ordine.

 

“Abbiamo cercato di interpretare il dettato normativo con uno spirito di grande attenzione all'etica e alla responsabilità: questi valori sono parte integrante dei risultati che portiamo al Paese.” Giovanni Corbetta, Direttore generale di Ecopneus   

Operando in questa maniera – e seguendo tale ambizione -  in questi anni Ecopneus ha recuperato e avviato al riciclo 1 milione e 400 mila tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU), pari al peso di 150 milioni di pneumatici da autovettura; gestisce ad oggi circa il 70% del totale nazionale. 

Un’organizzazione pensata per aiutare tutti a dare il meglio

Ecopneus oggi coordina e supporta, sull’intero territorio nazionale, una rete formata da aziende qualificate incaricate della raccolta, trasporto, trattamento e recupero dei Pneumatici Fuori Uso, impegnandosi inoltre nella promozione attiva dell’utilizzo dei materiali derivanti dal riciclo presso Pubbliche Amministrazioni e aziende del settore privato.

Dal recupero dei Pneumatici Fuori Uso si ottiene energia (recupero energetico) oppure nuovi materiali (recupero di materia), come granuli e polverini di gomma usati in pavimentazioni sportive, asfalti “modificati”, isolanti acustici e molto altro.

Uno studio ha appurato che in un scenario di 100% di riciclo il vantaggio stimato per l’Italia risulterebbe pari a circa 400 milioni di euro di valore aggiunto e a oltre 6.000 unità di lavoro dirette, indirette e indotte, contro i 30 milioni di valore aggiunto e poco meno di 500 unità di lavoro per lo scenario 100% recupero energetico.

Vantaggi non solo economici

Il modello di economia circolare coordinato da Ecopneus non porta solo a vantaggi di tipo economico, ma anche a benefici di diversa natura. Vantaggi che verrebbero massimizzati in uno scenario in cui il 100% dei PFU venissero avviati a recupero di materia.

Secondo lo studio realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in termini ambientali e sanitari i vantaggi differenziali del riciclo di 400 mila tonnellate di PFU (quantitativo annuo di Pneumatici Fuori Uso generati in Italia) rispetto al loro recupero energetico, risultano infatti essere:

  • 477 mila tCO2eq di emissioni evitate / anno, equivalenti a 293 mila automobili che percorrono 10.000 km;
  • 719 anni di vita preservati grazie alle emissioni evitate di sostanze nocive e cancerogene;
  • un risparmio di 1,163 milioni di m3 di acqua, come quella contenuta in 465 piscine olimpioniche;
  • un risparmio di 1.066 milioni di tonnellate di risorse naturali fossili e minerali, (il peso di 106 Tour Eiffel);
  • 3.654 ettari di suolo salvati, pari alla superficie coperta da circa 5.000 campi da calcio regolamentari.