“Innovability” come motore per l’economia civile

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21/12/2020

La sostenibilità, soprattutto in ambito aziendale, è un concetto ritenuto ormai universalmente necessario, così come è cresciuta l’attenzione a livello globale a favore di uno sviluppo sostenibile che guardi agli interessi degli stakeholder, sulla spinta anche del mondo finanziario interessato non solo a promuovere una maggiore sensibilità degli investitori sulla tematica, ma anche nella consapevolezza che inserire in portafoglio titoli di aziende sostenibili espone a minori rischi, riducendo la volatilità delle performance. 

Le aziende stanno trasformando in tutto il mondo i loro processi con l'obiettivo di disaccoppiare la crescita dall'utilizzo delle risorse, passando da un modello di crescita lineare a modelli di economia circolare, dove i prodotti sono progettati sin dall'inizio per essere sostenibili, e dove si tiene conto del contesto ambientale, umano e socioeconomico in cui si opera, e se ne misurano le ricadute. 

L’essere sostenibile è spesso un paradigma astratto, ma se tradotto in modo tangibile può rappresentare uno dei più forti motori dell’innovazione nel business. 

"Innovability”, termine che nasce dall’unione di innovation e sustainability, è un recente concetto al quale attribuire due significati: da un lato, la capacità che le persone, e con loro le organizzazioni, devono sviluppare per innovare e reinventarsi costantemente e, dall’altro, la convergenza dei valori di innovazione e sostenibilità in cui la prima deve essere necessariamente tradotta al servizio della seconda. 

La vera sfida è instaurare un processo virtuoso in cui tutte le azioni rivolte a generare innovazione siano basate su decisioni consapevoli, in termini di possibili ricadute non solo economiche, ma anche ad impatto sociale. Il comprendere in anticipo quali effetti le scelte di nuovi modelli di business produrranno, in relazione ad uno sviluppo sostenibile, rappresenterà l’evoluzione del fare impresa. L’impatto sociale andrà inteso come componente essenziale ed integrante della catena del valore, e non come semplice elemento da misurare quale diretta conseguenza dell’innovazione. 

In questo, è facile leggervi l’idea visionaria di Adriano Olivetti

Francesco Marconi